n° 8 - giugno 2004


 

La Ludoteca scientifica pisana, dove giocando si impara
Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco
(antico proverbio cinese)

Si chiama Ludoteca scientifica, ma il gioco è soltanto un mezzo per suggerire una riflessione: all’ interno delle due grandi navate e delle numerose salette, nell’area del Museo degli Strumenti per il Calcolo, non si trovano complessi macchinari, strumenti di precisione o quant’altro l’aggettivo “scientifico” sia oggi solito evocare; indubbiamente è uno spazio espositivo, ma gli oggetti che vengono presentati non hanno valore sotto l’aspetto economico, storico o artistico. Eppure questo singolare esperimento, finanziato con contributi del MIUR, della Provincia e del Comune di Pisa e che nasce dalla collaborazione fra docenti del Dipartimento di Fisica “Enrico Fermi” dell’Università di Pisa, dell’l’Istituto per i Processi Chimico-Fisici del CNR e della sezione pisana dell’INFN, rappresenta ormai una realtà solida, premiata da un notevole successo di pubblico e da autorevoli riconoscimenti.
Nata sull’esperienza di “Imparagiocando”, mostra itinerante dell’INFM (Istituto Nazionale di Fisica della Materia), ospitata a Pisa nel 2002, e di altre iniziative simili, la Ludoteca scientifica pisana è frutto del lavoro, della ricerca e delle potenzialità scientifiche dell’Università’ di Pisa e degli Enti di ricerca presenti sul nostro territorio.
A distanza di un anno dalla precedente edizione, la Ludoteca scientifica ha aperto per la seconda volta le sue porte all’interno della splendida cornice costituita dall’area dei Vecchi Macelli, connotandosi a pieno titolo come un appuntamento fisso del calendario scientifico-culturale pisano. A manifestazione conclusa, è possibile parlare di risultati superiori ad ogni aspettativa: oltre 9.000 presenze, un terzo delle quali rappresentato da alunni delle scuole elementari, praticamente il tutto esaurito per ciascuno dei 32 giorni di apertura. La mostra ha interessato tutte le fasce di età, dai bambini delle materne fino agli iscritti all’Università degli Anziani, con visitatori provenienti anche da altre regioni. Un consuntivo ragguardevole dunque che ci impone un momento di riflessione sulla ulteriore e più ampia utilizzazione della iniziativa.
Facciamo un passo indietro e proviamo a dare una definizione che racconti in modo sintetico ed efficace che cosa e’ la Ludoteca scientifica: essa appare come un laboratorio artigianale dove si può assistere ad un certo numero di semplici esperimenti, legati ai fenomeni della Fisica, che successivamente si è spesso chiamati a realizzare di persona.
Un luogo dove, attraverso un percorso intenso e diversificato, capace di coinvolgere lo spettatore per almeno 90 minuti di visita, un nutrito drappello di animatori, qui in veste di veri e propri divulgatori scientifici, accompagna il visitatore in un viaggio a ritroso nel tempo. Per riportarlo, o portarlo per la prima volta, a quella fase della storia dell’umanità e della storia personale in cui l’uomo ( il bambino…) si guardava e si guarda attorno, osservando i fenomeni naturali nel tentativo di impadronirsi dei segreti delle forze i cui effetti, da sempre, “appaiono” intorno a noi, quale stimolo inesauribile alla nostra curiosità. Il guaio è che ciascuno di noi intercetta il risultato del progresso scientifico – visto l’uso sempre più frequente che si fa di attrezzature tecnologicamente avanzate – in un punto dove la curiosità per il fenomeno e per le leggi che lo governano resta completamente insoddisfatta.
L’approccio scolastico tradizionale alla fisica ed alle scienze della natura, in generale, non sempre e’ in grado di ricucire questo strappo, quasi come se l’algoritmo che sintetizza la legge non fosse il frutto di osservazioni empiriche e della relativa rielaborazione razionale.
La forza della nostra proposta sta appunto nella sua capacità di puntare sul coinvolgimento del fruitore stimolandolo ad osservare, a riflettere, ad immaginare ipotesi che può verificare sul campo.

I coordinatori, Nadia Ioli Pierazzini e Marco Maria Massai


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