Congresso nazionale della Società Italiana di
Anatomia
Il 56º Congresso Nazionale della Società Italiana di
Anatomia si è tenuto a Pisa (20-23 settembre 2002) dopo più di
vent’anni. Esisteva quindi la necessità di riportare in questa
città di arte e di cultura una manifestazione così importante.
La scuola anatomica pisana ha tra l’altro una lunga e famosa tradizione
che risale al Cinquecento. Ed il congresso si è svolto proprio nel Dipartimento
di Morfologia Umana e Biologia Applicata, recentemente ristrutturato.
Già durante la cerimonia inaugurale, celebrata nell’aula
magna della Sapienza, venerdì 20 settembre 2002, il congresso anatomico
ha ricordato i valori culturali di Pisa: la prof.ssa Gabriella Garzella, del
Dipartimento di Medievistica, ha tenuto una lettura dal titolo “Anatomia
di una città: Pisa attraverso i secoli”, illustrando le principali
vicende storiche del glorioso passato di Pisa, mentre il prof. Antonio Paparelli,
Presidente del Congresso, ha concluso con una relazione sulla storia dell’anatomia
pisana, ricordando, attraverso i vari periodi storici, i principali anatomici,
dal celebre Andrea Vesalio fino ai maestri più recenti, passando per
Falloppio, Bellini e Pacini.
Il congresso ha registrato un grosso successo, anche internazionale,
grazie alla presenza di illustri ospiti stranieri, con oltre 400 iscritti e
circa 300 contributi scientifici presentati. Tre aule da circa 100 posti sono
state impegnate e la frequenza alle sessioni scientifiche è stata alta.
Molti contributi sono stati di ottimo livello, informando la comunità
scientifica sulle più recenti e suggestive indagini nel campo morfologico.
Un’intera sessione è stata dedicata ad un workshop sulla epilessia
cui hanno partecipato i massimi esperti del settore. Due letture magistrali
su attuali argomenti di interesse scientifico, come l’angiogenesi e la
struttura e la funzione del muscolo striato, hanno introdotto le sessioni congressuali.
Grazie al collegamento in rete delle varie aule, gran parte delle comunicazioni
scientifiche è stata effettuata con moderne apparecchiature di videoproiezione,
consentendo quindi un’alta qualità e versatilità delle immagini
proposte. Nell’ambito della sessione poster, è stata istituita
una commissione con il compito di selezionare i due poster migliori. Oltre alle
attività congressuali sono stati allestiti anche stand di rappresentanza
di apparecchiature scientifiche e di case editrici.
Questo evento scientifico ha rappresentato anche una grossa
occasione per far conoscere a tanti colleghi il nostro museo anatomico. Sebbene
non ancora completamente ristrutturato, buona parte del museo è stato
visitato con interesse dai partecipanti. Allo scopo di completare le conoscenze
sul museo e di coinvolgere il più possibile anche le persone non direttamente
interessate, sono stati preparati alcuni poster illustrativi di grandi dimensioni
che riportavano la storia del museo e dei personaggi notevoli che hanno contribuito
a costituirlo, la descrizione dei principali preparati, il ruolo attuale (didattica
e ricerca), piccole curiosità ed una ricca iconografia.
Per valorizzare al meglio le nostre collezioni, la sessione
poster del congresso è stata organizzata nell’ampia galleria del
piano superiore del dipartimento dove sono esposte le prestigiose tavole anatomiche
del Mascagni. Tutti hanno quindi avuto occasione di ammirare questi capolavori
di arte e di scienza.
Sono stati inoltre contattati i direttori di altri musei anatomici
per informarli della situazione museale dell’Università di Pisa
e della nostra esperienza nell’ambito della Commissione Musei. I numeri
precedenti di questo giornale sono stati distribuiti per far conoscere questa
nostra iniziativa mirata ad un aggiornamento continuo sull’attività
delle varie entità museali.
Una stanza appositamente attrezzata con computer è stata
messa a disposizione per tutti coloro che erano interessati a pubblicizzare
siti internet di interesse scientifico, fra cui quelli dei musei anatomici.
A tal proposito, il professor Alessandro Riva, direttore del Museo Anatomico
dell'Università di Cagliari, ha reso noto il sito sulle cere anatomiche
di Clemente Susini (www.a4w.it/cere) ed ha fatto anche una pubblica dimostrazione
su come sfogliare le pagine del sito e cercare i diversi preparati.
Gianfranco Natale
Realizzazione a Pisa di un museo della
grafica
La interessante iniziativa è il risultato dell'interazione
fra Comune e Università di Pisa, che avevano già preannunciato
una ipotesi di accordo nel corso di una conferenza stampa tenuta il 26.03.01.
Fin dall'inizio l'idea era di utilizzare palazzo Lanfranchi
come sede permanente del Gabinetto Disegni e Stampe dell'Università,
il quale da sempre attende una sistemazione adeguata delle sue collezioni, contenenti
oggi oltre 8.000 opere su carta, molte delle quali di eccezionale importanza
(es. collezione Timpanaro).
Il progetto ha acquistato concretezza in seguito alla firma,
in data 25.09.02, da parte del rettore Modica e del sindaco Fontanelli, di una
"dichiarazione preliminare di intenti per la realizzazione e la gestione
da parte del Comune di Pisa e dell'Università di Pisa di un Museo della
Grafica a palazzo Lanfranchi".
Intento del Comune è quello di ampliare l'offerta culturale
alla cittadinanza; intento dell'Università di dare al Gabinetto Disegni
e Stampe una collocazione definitiva e di prestigio adeguata al valore scientifico
e culturale delle collezioni.
Il museo avrà la funzione - come viene specificato -
di consentire la conservazione delle opere e la consultazione e lo studio delle
stesse da parte di esperti; consentire inoltre la organizzazione di eventi espositivi.
Per quanto riguarda le modalità di gestione, è
importante richiamare il fatto che compete all'Università - la quale
mantiene comunque la proprietà esclusiva delle collezioni - la direzione
e la responsabilità della attività museale. Sono a carico del
Comune le spese di ristrutturazione e adeguamento del palazzo (che rimane di
proprietà del Comune) e del personale amministrativo (2-3 unità),
a carico dell'Università le spese per il personale scientifico (2-3 unità).
Il museo dovrebbe essere aperto nella primavera 2004.

Toti Scialoja, composizione in nero giallo e bianco, 1957
I venti anni della Commissione per i Musei
dell'Università
La ricorrenza merita di essere ricordata per la importante
ricaduta che l'attività della Commissione Musei ha avuto in termini di
valorizzazione del cospicuo patrimonio museale dell'ateneo. In effetti nel 1982,
quando la Commisione fu creata (in seguito a sollecitazioni del ministero),
era urgente provvedere prima di tutto alla salvaguardia delle collezioni, censirle
e catalogarle (si pensi che all'epoca si stava ancora realizzando il museo di
Calci), per procedere subito dopo con il loro riconoscimento ufficiale da parte
dell'Università. Era indispensabile proteggere le collezioni stesse contro
il degrado ed il pericolo della dispersione, arricchire quelle esistenti e/o
crearne delle nuove, trovare in ogni caso una collocazione adeguata, mezzi finanziari
e personale.
L'istituzione della Commissione dette la possibilità
alle entità museali esistenti al momento - erano otto, oggi sono undici
- di interagire fra loro e promuovere iniziative coordinate per la definizione
dei rapporti con l'esterno (enti locali, regioni, ministeri). D'altra parte
la Commissione rappresentò da subito un canale preferenziale per lo sviluppo
di un dialogo, come non c'era mai stato, fra entità museali e amministrazione
dell'ateneo. Venne così varato, per esempio, il calendario annuale delle
manifestazioni organizzate dai singoli musei, il quale costituì una base
per l'intervento finanziario della Università (ove possibile) e una forma
efficace di diffusione delle informazioni sulla attività delle collezioni
museali.
A proposito di manifestazioni non si può trascurare
il fatto che la Commissione Musei - formata dai rappresentanti di tutte le collezioni
dell'Università - ha promosso numerose iniziative con il coinvolgimento
contemporaneo di tutte le entità museali. Sono state così realizzate:
la mostra "Le collezioni dell'Ateneo pisano: esempi di restauro" al
Museo di San Matteo (11 aprile - 25 maggio 1992); l'esposizione al palazzo dei
congressi di oggetti appartenenti ai musei in occasione della inaugurazione
dell'anno accademico 1992 - 93; le mostre organizzate da alcuni musei per il
650° aniversario dell'Università; la mostra a palazzo Lanfranchi
"Musei: cultura, didattica, ricerca" (3 maggio - 13 giugno 1999).
Queste iniziative avevano lo scopo dichiarato di "aprire"
alla comunità le nostre collezioni museali, da sempre ignorate o poco
conosciute. I risultati sono stati interessanti anche per la qualità
della partecipazione, avendo tra l'altro il pubblico sollecitato i musei a proseguire
il lavoro iniziato con lo stesso impegno.
Va proprio in questa direzione la decisione della Commissione
di creare questo giornale (il n°1 è del dicembre 2000), destinato
ad informare la comunità sulle attività - ricerca, didattica,
organizzazione di congressi, spedizioni scientifiche, nuove raccolte, iniziative
editoriali - che musei "vivi e vitali" come i nostri normalmente svolgono.
E per completare il quadro, entro il 2002 sarà stampato
il libro "Arte e scienza nei Musei della Università di Pisa"
il quale con le sue 300 pagine racconta tutto, ben documentando, sulle collezioni
museali dell'ateneo.
Il mestiere del conservatore
Dal 3 al 5 ottobre scorso si è tenuto a Siena il convegno
organizzato dall'Associazione Nazionale Musei Scientifici (ANMS) dal titolo
"Il mestiere del conservatore, i diritti dei musei e i sistemi", dove
è stato evidenziato fra l'altro il quadro della situazione attuale ri-guardante
curatori e conservatori dei musei italiani con i complessi problemi che ostacolano
lo svolgimento di questa professione.
Restauro di alcuni busti del Dipartimento
di Morfologia Umana e Biologia Applicata
In occasione della recente sistemazione edilizia del Dipartimento,
si è provveduto anche al restauro di una serie di busti storici in gesso
che arricchiscono la galleria del piano terra.
Il lavoro, sotto la responsabilità di Fulvia Donati,
è stato effettuato dalla dott.ssa Maria Cristina Panerai.
Si tratta di sei busti in gesso relativi ad altrettante figure di illustri scienziati,
naturalisti e anatomici, fra Cinquecento e Ottocento: Andrea Vesalio, Realdo
Colombo, Lorenzo Bellini, Filippo Pacini, Bartolomeo Eustachio e Gaspare Aselli.
Il restauro ha comportato una generale pulitura dai depositi
superficiali, oltre a scolature e macchie di ossidazione dei perni in ferro
che sostenevano i busti alla parete; si è proceduto poi all'integrazione
di piccole porzioni del calco, come lembi del panneggio o parti delle capigliature,
infine al consolidamento superficiale con resine naturali.
Durante l'intervento, l'osservazione attenta di alcuni dettagli
ha consentito di fare importanti considerazioni circa la storia e la trasmissione
di tali manufatti.
Da alcune scritte presenti su alcuni busti e rese meglio leggibili
dalla pulitura, è stato possibile risalire all'anno di produzione e attribuire
la realizzazione dei calchi all'opera di un artigiano o bottega di formatura
tardo ottocentesca che, su commissione dell'Istituto anatomico, li realizzò
in un'unica fase. Laddove leggibile, si conserva infatti la formula: "A.
Birindelli fec(it)" (sul retro del busto di Bartolomeo Eustachio) o "Birindelli/1877"
(nel retro sulla spalla destra di Andrea Vesalio). In taluni casi il formatore
aveva provveduto anche a riportare indicazioni sulla fonte utilizzata per la
ricostruzione dei tratti fisionomici dei personaggi, es.: "Modellato sulla
vignetta/del Frontespizio della Opera/Fabbrica Anatomica" (parte posteriore
della spalla sinistra di Bartolomeo Eustachio).
Successivamente, forse ai primi del '900, i busti furono sistemati
su mensole su cui si tracciarono i nomi con le date relative al periodo di insegnamento
degli scienziati. I pezzi, insieme con le mensole, furono trattati con una nuova
patina a vernice color ocra, utile anche a nascondere (invece che rimuovere!)
lo spesso strato di sporco ormai accumulato negli anni.

Busto in gesso in corso di restauro