I Musei e le Collezioni dell'Università
Il Museo di Anatomia e Istologia Patologica è annesso
alla Divisione di Anatomia Patologica e Diagnostica Molecolare ed Ultrastrutturale
del Dipartimento di Oncologia, Trapianti e Nuove Tecnologie in Medicina.
Il Museo è sorto intorno al 1870 come collezione di pezzi anatomici
di interesse patologico, prelevati da cadavere e sistemati in vasi di vetro.
Nel corso di oltre un secolo sono stati raccolti circa 1.500 preparati,
umidi o secchi, raggruppati per organo. Considerando la data di inizio della
collezione, molto del materiale ha interesse storico, oltre che patologico
e didattico, e comprende comunque reperti ed esemplari rari. Alcuni esempi
di questi ultimi sono: la collezione di calcoli vescicali, la collezione
di neonati malformati, la collezione teratologica animale, la collezione
parassitologica di elminti. Il Museo di Anatomia Umana fu istituito sotto Leopoldo II di
Lorena, con il nome di Gabinetto Anatomico, per opera di Tommaso Biancini,
ed inaugurato il 15 novembre 1832. Al suo successore, Filippo Civinini,
va il merito di un'adeguata descrizione dei pezzi anatomici e dell'allestimento
di un catalogo. Il Museo raccoglie circa 3.400 pezzi suddivisi in varie
collezioni: osteologiche (scheletri adulti e fetali, crani e varietà
ossee), sindesmologiche (articolazioni ed apparati legamentosi), splancnologiche
(preparati viscerali di vari organi ed apparati) ed angiologiche (statue
anatomiche per la dimostrazione dei vasi sanguigni). Il Museo possiede inoltre
materiale archeologico (mummie egizie; mummie, arredi funerari e vasi peruviani
precolombiani), una splendida collezione di tavole anatomiche di Paolo Mascagni
e modelli anatomici in cera.Ubicazione: via Roma 55, Pisa. Orario di apertura al pubblico: visite su appuntamento. Tel: 050 835911/45 - fax 050 552102; e-mail: gianfranco.natale@anist.med.unipi.it
Il Museo di Storia Naturale e del Territorio è uno tra
i più antichi musei universitari d'Italia; istituito sul finire del
XVI secolo, ha avuto la sua maggiore espansione durante la prima metà
del XIX secolo con l'attività di Paolo Savi e Leopoldo Pilla e, a
cavallo tra XIX e XX secolo, con S. Richiardi, E. Ficalbi, A. D'Achiardi,
G. Meneghini e M. Canavari. Alcune delle collezioni pisane sono tra le più
importanti d'Italia, sia perchè annoverano specie e generi rari,
sia perché sono state raccolte agli inizi della storia museologica
italiana, e rappresentano una delle basi culturali di riferimento per gli
studiosi. Nel 1979 i musei universitari di Zoologia, Mineralogia e Paleontologia
furono trasferiti da Pisa a Calci, presso il complesso monumentale della
Certosa, a formare l'attuale Centro Interdipartimentale.Ubicazione: via Roma 79, Calci (PI). Orario di apertura al pubblico: per informazioni tel. 050 936193. Tel. 050 937092 - 937778 - 937555, fax 050 937778 - 937555. La Gipsoteca di Arte antica è una collezione di copie
in gesso di opere dell'arte antica, di notevole valore storico, avviata
a Pisa dal 1887, inizialmente collocata in Sapienza. I calchi (circa 100)
riproducono in dimensione reale i più celebri originali della statuaria,
del rilievo, del ritratto dell'arte etrusca, greca e romana. L'Antiquarium
è una collezione archeologica, sorta alla metà del secolo
con scopi didattici, che comprende quasi tutte le classi di manufatti originali
dell'antichità (circa 1.500 pezzi), dalle produzioni ceramiche (impasti
di età arcaica e vasellame più fine decorato a figure e verniciato),
alle terrecotte, oggetti in bronzo, vetro e marmo.Ubicazioni e orari di apertura: la Gipsoteca ha sede presso la Facoltà di Lettere, per il momento inagibile. L'Antiquarium, in un'aula del Dipartimento, è visitabile solo da specialisti. Dipartimento di Scienze Archeologiche (sezione classica), via Galvani 1, Pisa. Tel. 050 911650 - fax 050 911665; sito web http://www.arch.unipi.it
Le Collezioni Paletnologiche hanno origine dalla Collezioni
Regnoli, medico pisano che nel 1867 effettuò i primi scavi di preistoria
nelle grotte della Versilia e del Monte Pisano. A queste si sono aggiunti
nel tempo materiali da scavi in varie regioni italiane, che vanno dal
paleolitico all'età del bronzo, fornendo un importante sussidio
alla didattica: si tratta di manufatti in selce, pietra levigata, osso,ceramiche.
Vi sono inoltre calchi di opere d'arte preistorica e una cospicua collezione
di resti faunistici rinvenuti negli scavi, necessari alla ricostruzione
degli ambienti e dei tipi di economia del passato.
Il Centro per la Conservazione e lo Studio degli Strumenti Scientifici
nasce nel 1989: fra i progetti da realizzare, il più importante
è la costituzione del Museo Nazionale degli Strumenti per il Calcolo,
la cui prima sezione è stata inaugurata il 16 settembre di questıanno
con la mostra "Computo ergo sum. Viaggio nella storia del calcolo
automatico". La futura gestione delle attività museali sarà
affidata alla Fondazione Galileo Galilei, di cui fa parte anche l'Università.
è previsto che il Centro continui la sua attività, affiancando
quelle più ampie della Fondazione.
L'Orto
Botanico fu realizzato nel 1543 da Luca Ghini, valente medico
e botanico; fu il primo esempio nel mondo di "Giardino dei Semplici"
alle dipendenze di un centro universitario. L'Orto fu tuttavia presto
disattivato e, dopo varie vicende, trasferito definitivamente nell'attuale
sede nel 1591. Le collezioni delle piante attualmente coltivate sono alla
base di numerose attività sia didattiche che di ricerca. L'Orto
fornisce materiali per lo svolgimento di lezioni, esercitazioni ed esami.
Inoltre offre un servizio di visite guidate per le scuole preuniversitarie.
Nell'Orto è anche attiva una specifica struttura per la conservazione
dei semi di specie rare o in via di estinzione.
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